Tenetevi forte. A fine mese entra in vigore la super anagrafe tributaria. Lo Stato Fiscale avrà a portata di mouse (senza dover chiedere permessi o nulla osta come quando sembravamo una libera repubblica) tutti, dicesi tutti, i vostri movimenti: polizze, conti correnti, fondi pensione, carte di credito, gioielli e preziosi, cassette di sicurezza, libretti postali. Sapranno, con un clic, se è quanto avete pagato o incassato qualcosa e, soprattutto, che cosa: dalle biciclette alle bustine di lievito, dai preservativi alle riviste, dai regali per l'amante ai regali dell'amante. La vostra intera vita (che è 'cifrata' dal denaro se non ve ne siete accorti) sarà li, nuda, cruda e masticabile. Attraverso quei dati il microcosmo che vi ruota attorno e di cui siete l'epicentro non avrà più segreti. Nel momento stesso in cui accedete al credito o al debito (indispensabile per mangiare, dormire, evacuare, vestirsi e persino accoppiarsi) voi sarete 'visti' da questa entità sor(vegliante) e buona, animata dalle migliore intenzioni come il barbuto Javeh che terrorizzava i bambini del catechismo di un tempo. Niente più polvere sotto il tappeto. Tuttavia, non sentitevi vulnerabili e traditi, non è il caso. I responsabili del Sid (sistema di interscambio dati) dicono che tutto ciò è a prova di privacy. Ah ecco, allora siam tranquilli, ma chi, di grazia, avrà accesso al nostro insignificante e 'polveroso' vissuto? Solo venti persone, in tutta Italia. Due decine di anonimi burocrati potranno spiarci dal buco della serratura se, come, quanto e quando vorranno. Non eletti, non conosciuti, non lottizzati. Un pantheon di voyeur vigilerà sulla rettitudine fiscale e contabile del popolo. E va bene così perchè se siete contrari vuol dire che avete qualcosa da nascondere. Che non si sappia se no i nuovi khomeyni si incazzano.
domenica 15 marzo 2015
SELF KONTROL
Cari miei, c'è un baco nel sistema del Kontrollo. E se ne sono accorti. Certo, le telecamere ci riprendono quando camminiamo per strada, chi ci sospetta ci registra se parliamo al telefono, chi ci ama prende nota dei nostri accessi web, chi ci tutela spia le nostre mail, chi ci finanzia tien nota delle spese e ci raccomanda la credit card, persino in farmacia ci invitano a pagare con la tessera sanitaria per scaricare il costo e caricare nuovi dati personali nel Server centrale, il Sommo Servitore. Ormai niente va perduto, tutto viene registrato come ci cantava Luca Carboni. Eppure c'è un baco e il fisco se n'è accorto. Non riescono ancora a 'coprire' del tutto le nostre esistenze. Resta fuori il 'peccato', la 'colpa', ciò che fai e non dovresti e che logicamente non riveli a nessuno. La confessione, purtroppo, è un sacramento non ripristinabile per caduta verticale della fede e poi i preti servono la Chiesa mica il Sistema. Dunque, ecco il wistleblowing (la soffiata) resa operativa dall'Agenzia delle Entrate. I dipendenti della pubblica amministrazione potranno postare mail 'criptate' per denunciare i corrotti. Nella logica capovolta di questo mondo al contrario hanno deciso di chiamare il delatore 'prezioso collaboratore spontaneo'. Orwell, nella tomba, si starà scompisciando dal ridere. Ma facciamo i seri. Come il direttore dell'agenzia che si è premurato di ammonire: 'il sonno dell'etica non ci è consentito, nemmeno il sentimento di onestà a intermittenza'. Capito? In confronto i padri pellegrini puritani della May Flower erano dei debosciati. A tutta birra verso lo stato etico hegeliano dove, con l'alibi della morale, tapperemo il baco. Se la tecnologia non basta, si torni all'antico. Saremo, gli uni per gli altri (gli uni contro gli altri), gli occhiuti bisbiglianti del Kontrollo.
SI' TU SEI IL MIO NEMICO AMATISSIMO
Se fossi Renzi vorrei potermi scegliere l'opposizione. La prima opzione sarebbe un partito di centrodestra di ispirazione europeista e moderata (cioè fatto di nulla come il mio è fatto di niente) da contrapporre al centrosinistra che guido. Possibilmente, il partito a me avverso dovrebbe essere pilotato da un capo conformista e poco carismatico così che gli elettori, al momento dell'urna, dovendo schierarsi per una delle due grandi famiglie politiche continentali (quella socialdemocratica e quella popolare, due nullità allo specchio) sceglierebbe il più spiritoso e veloce, cioè me. Tuttavia, nel caso in cui il centrodestra (il nulla) fosse già stato fagocitato dal centrosinistra (il niente), allora avrei una seconda scelta. Il mio avversario, laddove avesse un qualche spessore e cavalcasse i temi giusti (lotta all'eurocrazia finanziocentrica, alle lobbies bancarie, alla burocrazia a-democratica della UE, alla demolizione delle sovranità nazionali, etc.), lo gradirei inquinato da destra e osteggiato da sinistra. Insomma, mi piacerebbe assai che lo sostenessero movimenti di nicchia definibili come 'fascisti'. Questo mi consentirebbe di vincere le elezioni sbadigliandogli in faccia. Per quanto fossi ben consapevole delle verità scomode denunciate dal mio competitor, mi basterebbe ricordargli le sue brutte compagnie per squalificarlo all'occhio del grande pubblico. Poi mi sfrucuglierebbe un casino che l'anti-Renzi fosse detestato dall'estrema sinistra. E non è impossibile perchè quella parte politica è sufficientemente stupida da non capire quanto i suoi cavalli di battaglia nitriscano all'unisono con quelli del mio ipotetico avversario. Così potrei godermi alla TV le immagini dei comizi dove il mio avatar perdente (chiamiamolo pure Matteo, come me) dice cose sensate accompagnandosi a tetre bandiere nere sfidate in piazza da truci vessilli rossi. Sai che spettacolo? A qualsiasi persona perbene verrebbe da chiedersi qual è l'alternativa a due estremismi così. E penserebbe a me come all'inevitabile trionfatore del format della Carrà. Forte forte forte.
CHIP CHIP
Una notizia curiosa su Il Fatto Quotidiano.it. A Stoccolma, i dipendenti del cosiddetto Epicenter, nel centro della capitale svedese, butteranno nel cestino i loro badge. Quelli che lo vogliono, beninteso, nessuna imposizione. Le imprese che hanno sede in quel complesso di edifici potranno far impiantare ai lavoratori volontari un microchip sotto pelle a radiofrequenza (Rfid) delle dimensioni di un chicchetto di riso. Avvicinandolo alle porte d'ingresso, queste si spalancheranno docilmente. Ma non è finita qui. Il chip consentirà di accedere a fotocopiatrici, ascensori, computer e ad attivare quelle maledette password e quei dannati pin che nessuno ricorda mai. Che figata pazzesca. Si dice che, un domani, il chippino potrebbe servire anche a pagare il pranzo o il caffè. Dei giornalisti intelligenti e qualificati (della Bbc) lo hanno pure sperimentato assicurando che la puntura non fa neppure la bua. Peccato costi 300 euro, ma è un prezzo di lancio destinato a calare. Certo, l'iniziativa è partita in un agglomerato di società high tech, ma vedrete che arriverà anche da noi. Pensate alla praticità di non dover tenere più in tasca nè spiccioli nè carte di credito. Un mondo finalmente libero dal denaro. E dei dati sanitari tatuati sull'epidermide di un pollice o incistati in una ruga della fronte vogliamo parlare? E delle potenzialità per il fisco? E di quelle in materia di sicurezza? E dell'antiterrorismo? Semplice e geniale come l'uovo di Colombo. Com'è bello svegliarsi e scoprire che la fantascienza è qui e che un mondo sempre più coeso e interconnesso non è solo possibile. E' reale. E il futuro cinguetta alla finestra del nostro davanzale.
ARANCIA MECCANICA
I fatti di Roma, con l'esercito di vandali olandesi che mette a soqquadro il centro storico della capitale e piscia sui monumenti di una città millenaria, ci fa venire in mente due cose. Primo: ma come son civili nel Nord Europa! Da decenni ci viene raccontato di quanto siano 'avanti' e 'per bene' e 'progrediti' i popoli settentrionali rispetto a quelli spreconi, pigri, fancazzisti che sarebbero poi i celebrati Pigs ('maiali', in inglese): Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. Bene, l'orda di minorati culturali che ha lordato Roma usandone le piazze e i vicoli storici come tramezzi di cartone da sfasciare, ci illustra il reale grado di civiltà che contraddistingue certe latitudini. Benché non si possa fare di tutta un'erba un fascio, va pur detto che non parliamo di tre o quattro imbecilli, ma di centinaia e centinaia di manigoldi, abbastanza da far arrossire di vergogna i politici arancioni. Secondo: mettiamo fine a un'insulsa balordaggine, ripetuta a juke box ogni qualvolta (cioè spessissimo, se non quasi sempre, di domenica in domenica) un manipolo di ultrà sfoga la sua rabbia dentro e fuori uno stadio. Nel cronista di turno scatta il riflesso condizionato ed ecco la frase famosa: non sono tifosi, sono teppisti. Varianti: non sono tifosi, sono delinquenti; non sono tifosi, sono criminali; non sono tifosi, sono malviventi. Stop. E' ora di dirlo: sono tifosi, eccome, anzi appassaionati di calcio quanto i milioni di altri che lo guardano impantofolati davanti alla TV. Insomma, il violento, in genere codardo, che attacca in gruppo col passamontagna, non è 'altro' rispetto al mondo del calcio. E' una sua parte, a tutti gli effetti, un parente stretto di tutti i suoi protagonisti. Quei 'signori' con le spranghe sono tifosi, altroché se lo sono. Innamorati della loro squadra del cuore al punto di essere disposti a lasciarci la pelle (o a cavarla a qualcun altro). Dopodichè, se questa verità imbarazza gli esponenti di quel mondo, o gli opinionisti e cantori che ci campano, è un loro problema. Cerchino di farsene una ragione, ma la smettano di prenderci in giro. Anche se un po' di ragione gli va data: quelli che hanno umiliato Roma non sono tifosi. Sono tifosissimi.
VIDEO MARE QUANT'E' BELLO
Una notizia sorprendente ci ricorda quanto dobbiamo essere attenti, nell'Evo post moderno, a ciò in cui crediamo e quanto dobbiamo essere bravi nel 'discernere' prima di decidere se e in che misura farci atterrire da Qualcuno o da Qualcosa. Avete presente il video della spaventosa decapitazione seriale sulle sbiagge della Libia da parte dei seguaci dell'Uomo nero detto anche Califfo? E avete presente l'impatto psicologico che quella clip di pochi minuti ha avuto su tutti noi, tremebondi abitanti dell'Occidente sotto assedio? Ecco, quel video è falso, secondo Veryan Khan, responsabile del Terrorism Research & Analysis Consortium (Trac) sguinzagliato dalla televisione americana Fox alla ricerca di dettagli rivelatori del tarocco. Secondo l'esperto, il boia che recita i capi d'accusa davanti ai cristiani copti poi sgozzati sarebbe troppo grande rispetto allo sfondo, i miliziani, alle spalle delle vittime, avrebbero proporzioni inverosimili, il rumore del mare sa tanto di colonna sonora rubata a un film di cassetta, il sangue sgorgherebbe dai pixel di un programma informatico. Ora, il perchè e il percome quel video sia stato falsificato, se in tutto o in parte, se per motivi decisi dagli jihadisti o da coloro che eventualmente li manovrano, è secondario. Anche questa news potrebbe essere falsa, a ben vedere. Ci deve preoccupare, assai più dei mostri che la TV ci 'mostra', il Mostro che, dietro la TV, decide cosa mostrarci. Il dubbio metodico, cartesiano, oggi più che mai, è la sola difesa che ci resta. Tutti gli altarini scoperti negli ultimi anni (dietro le quinte delle versioni 'ortodosse') ci insegnano che c'è un diffuso interesse, diffusamente coltivato, a colpire i telespettatori per indurre stati d'animo collettivi generatori di reazioni programmate. E ci insegnano, altresì, che al mondo c'è una sola persona più stupida del complottista assoluto ed è l'anticomplottista a prescindere, quel babbeo istituzionale (spesso uomo di fama, assoldato da media di grido) che presidia le verità ufficiali a prezzo del ridicolo. Dovete guardarvi da questa figura prima ancora che dalle ansie che ama instillarvi perchè adora le persone spensierate, cioè senza pensieri propri. E vi ha nel mirino.
LA RICREAZIONE E' FINITA
Renzi e Tsipras hanno più di qualcosa in comune, soprattutto la stupefacente capacità di vedere l'invisibile, di parlare 'con i morti' come il bambino del film Il sesto senso. Anzi, con le divinità. I due leader 'accedono' a una dimensione inattingibile agli umani, una specie di iperuranio platonico dove vivono le Idee di ciò che i nostri campioni desiderano, del mondo come lo vorrebbero, delle imprese che sono persuasi di poter realizzare o, addirittura, di aver già realizzato. Poco importa che quelle idee non si siano mai tradotte in realtà, che il mondo sia rimasto tal quale era prima del loro arrivo, che le imprese eroiche di cui si credevano capaci siano ancora sulla carta. Sfidando logica e prudenza, rilasciano dichiarazioni che trasudano orgoglio e vanagloria. Il premier nostrano, alla conferenza stampa di presentazione dei decreti attuativi del job's act, ha dichiarato testualmente di essere stupito di se stesso, sbalordito per l'enorme mole di risultati conseguiti in un solo anno di attività. Tsipras, per parte sua, ha cantato vittoria alla fine della prima trattativa con gli eurocrati, dicendo: "Abbiamo raggiunto il nostro principale obiettivo". Poi vai a guardare e scopri che, dopo 300 giorni di Renzi, il rapporto debito/pil è peggiorato, il debito pubblico (che, con Letta, era al 127,9%) è al 132,8%, la produzione industriale è calata, i disoccupati sono cresciuti di 156.000 unità, le riforme messe nero su bianco sono state 25 in meno rispetto a quelle di Letta. Passi al greco e ti avvedi che gli hanno semplicemente allungato l'agonia di quattro mesi in cambio dell'attuazione delle riforme del memorandum Trojka contro le quali si era tanto battuto in campagna elettorale. Insomma, son come bambini fatti giocare al parco dalle maestre. Gli lasciano dire quello che vogliono, tanto non fanno del male a nessuno di coloro che decidono davvero. "Abbiamo battuto i banditi, siamo i cow boy più forti del mondo!". "Come no, ragazzi, adesso però torniamo in classe che la ricreazione è finita".
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